ABC DELLA VENTILAZIONE MECCANICA NON INVASIVA IN URGENZA PDF

ABC della ventilazione meccanica non invasiva (NIV) in urgenza by Roberto Cosentini; Stefano Aliberti at – ISBN – ISBN . Title, ABC della ventilazione meccanica non invasiva (NIV) in urgenza. Authors, Roberto Cosentini, Stefano Aliberti. Publisher, McGraw-Hill Companies, Review eBook L’abc Della Ventilazione Meccanica Non Invasiva In Urgenza By Stefano Aliberti Roberto Cosentini EPUB KINDLE PDF.

Author: Tygor Goshura
Country: Singapore
Language: English (Spanish)
Genre: Literature
Published (Last): 21 January 2017
Pages: 214
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ISBN: 857-8-66562-753-9
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A causa del danno subito dai capillarisangue e altri fluidi si accumulano nel tessuto del polmone ostacolando gli scambi di gas e causando ipossia una riduzione vetnilazione dell’organismo. Le contusioni polmonari di solito si ventilszione ai traumi contusivi che le causano, ma possono anche derivare dalle lesioni dovute a esplosioni e relative onde d’urtooppure a traumi penetranti, o anche a incidenti stradali e impatti tra autoveicoli attualmente la grande maggioranza delle contusioni: La diagnosi si basa sullo studio della causa del trauma, sull’esame obiettivo e sull’esecuzione di una radiografia del torace.

I segni tipici includono dolore al torace, emottisievidenza di uno stato di asfissia insufficienti ventilazione, ossigenazione e perfusione dell’organismo e di cianosi. L’ ossigenoterapia respirazione di aria arricchita in ossigeno e il monitoraggio del paziente ventilazionf spesso sufficienti.

Talvolta invece il traumatizzato necessita di cure intensive per raggiungere una completa guarigione. Tuttavia queste evenienze aumentano via via con l’aumentare della dimensione della contusione. D’altro canto essi presentano un numero di fratture costali proporzionalmente inferiore.

Nelil medico e anatomista italiano Giovanni Battista Morgagni fu il primo a descrivere un danno polmonare che non era accompagnato da lesioni evidenti sulla sovrastante parete toracica. Un ulteriore interesse e impulso agli studi sulla contusione polmonare si ebbe durante la seconda guerra mondialequando i bombardamenti sulla Gran Bretagnaavvenuti nella battaglia d’Inghilterrada parte dell’ aviazione nazista causarono un gran numero di vittime da lesioni da scoppio, sia tra i ventilazionr sia tra i civili, le quali regolarmente sviluppavano tutta una serie di gravi problemi respiratori.

Gli esperimenti dimostrarono che un equipaggiamento protettivo era in grado di prevenire le lesioni dlela. Durante la guerra del Vietnam gli scontri militari resero nuovamente attuale il problema della contusione polmonare. Le ricerche effettuate durante i quindi anni di conflitto ebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo della concezione moderna del trattamento.

Iniziarono a esserne descritti i sintomi e i tipici reperti legati alle tecniche di imaging allora utilizzate, come per esempio i quadri polmonari delle radiografie toraciche. A causa di questo pregiudizio il trattamento veniva finalizzato alla gestione della lesione della parete toracica, e non indirizzato alla sottostante contusione polmonare.

Fu solo nel che per la prima volta venne proposto che l’insufficienza respiratoria fosse a causa delle lesioni polmonari piuttosto che per il danno della parete toracica, [2] e si dovette attendere una decina d’anni prima che, nelun gruppo guidato dal dottor JK Trinkle confermasse questa ipotesi. Cadute dall’alto, [3] traumi domestici, incidenti sul lavoro, [27] violenza e aggressioni, [28] e lesioni da sport [29] [30] in particolare da sport estremi sono altre cause frequenti.

I danni da esplosione a livello polmonare consistono in una grave contusione polmonare, emorragia o edemacon grave danno agli alveoli e ai vasi sanguigni, oppure una combinazione di questi eventi. Il tessuto torna infatti prontamente nella posizione iniziale, ma disgraziatamente viene anche leso.

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I processi fisici che stanno alla base della contusione polmonare sono ancora poco conosciuti. Sono stati comunque suggeriti anche altri possibili meccanismi: La contusione di solito si verifica nella regione polmonare direttamente sotto il sito di impatto. L’onda d’urto viaggia infatti attraverso il torace e colpisce nella zona della schiena, riflettendosi e concentrando tutta l’energia sulla zona dorsale del polmone.

Ne consegue che l’ossigeno non riesce a saturare completamente l’ emoglobinae pertanto il sangue lascia il polmone senza essere stato completamente ossigenato. Il tubo endotracheale infatti viene fatto passare attraverso il naso o la bocca e successivamente spinto nelle vie aeree. D’altro canto una rimozione troppo precoce comporta assai spesso una nuova procedura di intubazione, con un rischio aggiuntivo di sviluppare una polmonite.

Le persone che sono a rischio di aspirazione polmonare sono particolarmente suscettibili di sviluppare una polmonite. Tra costoro vi sono le persone anziane e i soggetti con un ridotto livello di coscienza a causa, per esempio, di traumi cranici e loro sequele.

Nella contusione polmonare, i capillari strappati perdono fluido nei tessuti circostanti. Il danno a carico della membrana alveolo-capillare e dei piccoli vasi sanguigni provoca perdita di sangue e fluidi negli alveoli polmonari e nello spazio interstiziale del polmone lo spazio circostante le cellulecompreso tra la parete dei capillari e le cellule dei tessuti.

In seguito, e precisamente entro una o due ore dopo la lesione, si verifica l’edema. Nel normale scambio gassoso, l’anidride carbonica diffonde attraverso l’endotelio dei capillari, lo spazio interstiziale, e attraversa l’epitelio alveolare.

L’ossigeno diffonde nella direzione opposta. I soggetti con contusioni lievi possono anche non avere alcun sintomo. In alcuni pazienti si possono apprezzare dei rantoli un suono toracico anormale che assomiglia a un crepitio e che accompagna la respirazione oppure delle franche crepitazioni.

Le persone con contusioni gravi possono avere broncorrea la produzione di acquoso espettorato. Tosse insistente e respiro sibilante sono altri segni possibili. La gittata cardiaca il volume di sangue che viene pompato dal cuore ogni minuto tende a ridursi, [7] e spesso si associa a ipotensione arteriosa una diminuzione della pressione sanguigna.

I segni e sintomi richiedono del tempo per svilupparsi appieno. La diagnosi di contusione polmonare poggia sulla storia e le informazioni relative all’evento traumatico, sull’ esame fisico del paziente effettuato dal medico e sui reperti della radiografia.

Le modificazioni polmonari che fanno seguito da un’embolia grassosa oppure all’aspirazione difficilmente si rendono evidenti prima di ore. Secondo alcuni autori l’accuratezza dell’esame sarebbe sovrapponibile a quella della TC. Contusione polmonare e lacerazione sono lesioni del tessuto polmonare. Queste condizioni non necessariamente comportano un danno al tessuto polmonare, ma con grande frequenza sono a esso associate.

Traumi e lesioni della parete toracica includono le fratture costali e il cosiddetto lembo toracico fluttuante. I soggetti con segni di respirazione insufficiente o di inadeguata ossigenazione possono dover essere intubati [45] e sottoposti alla ventilazione meccanica.

Ne consegue che per ventilare sufficientemente i polmoni e ossigenare il sangue a livelli adeguati, possono essere necessarie pressioni estremamente elevate.

I pochi studi effettuati sull’uomo hanno dato risultati contrastanti e in particolare non hanno chiarito se la terapia infusiva peggiori o meno la condizione. Le secrezioni che vengono ritenute nelle vie aeree possono peggiorare l’ipossia [77] e causare infezioni. La fisioterapia respiratoria si avvale di tecniche come gli esercizi di respirazione, la stimolazione della tosse, la suzione, le percussioni, movimenti, vibrazioni, e il drenaggio per liberare i polmoni dalle secrezioni, aumentare l’ossigenazione e tentare di riespandere le zone collassate atelettasiche del polmone.

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Nessuno studio clinico ha ancora dimostrato il presunto vantaggio di utilizzare gli antibiotici come misura preventiva, prima del verificarsi di una infezione, anche se nella pratica clinica alcuni medici consigliano la profilassi con antibiotici anche senza alcuna evidenza scientifica della loro efficacia. La contusione polmonare di solito si risolve da sola, dopo un adeguato periodo di tempo, [15] senza causare complicazioni permanenti.

Per esempio, nel softball in determinati ruoli si gioca con una protezione per il petto. Speciali indumenti protettivi possono impedire una contusione polmonare in caso di esplosioni. Questi particolari indumenti sono stati ideati per impedire a un’onda d’urto di propagarsi attraverso la parete toracica fino al polmone, e quindi per proteggere coloro che li indossano da ipotetiche lesioni polmonari da scoppio. L’alternanza di questi strati di impedenza diversa ottiene lo scopo di “disaccoppiare” l’onda d’urto, impedendone la propagazione nei tessuti sottostanti.

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Contusione polmonare

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